Panoramica sulle applicazioni Mule

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Trevi, la mia città. "Il vino che rallegra il cuore dell’uomo, l’olio che gli fa risplendere il volto."

Dopo aver introdotto i concetti di API e Web Service, fondamentali per capire i concetti su cui poggia il vasto mondo Mule, passiamo ora alla descrizione delle applicazioni.

Le applicazioni Mule ricevono eventi, li processano e li indirizzano su altri endpoint.

Struttura di un messaggio Mule

Il Mule Message rappresenta i dati che attraversano i flussi. I flussi sono come dei blocchi che compongono un’applicazione.
Il Mule message è costituito da due parti:

  • header, che contiene i metadati del messaggio;
  • payload che contiene i dati specifici di business

Un Mule Message si trova incorporato nel Mule Message Object.

Composizione di un messaggio Mule

Proprietà e variabili

I metadati contenuti nell’header del messaggio sono proprietà che forniscono informazioni relative al messaggio stesso.
Le variabili rappresentano i dati relativi al messaggio e sono definite e referenziate dall’utente.
Proprietà e variabili condividono un formato comune: ciascuna proprietà e ciascuna variabile sono caratterizzate dall’associazione di un nome e un valore.
Le proprietà e le variabili di un messaggio hanno ambiti specifici che definiscono il modo in cui vengono applicate durante il ciclo di vita del messaggio.
Le proprietà hanno due ambiti: inbound e outbound.
Le inbound sono immutabili, vengono generate automaticamente dalla sorgente del messaggio e non possono essere manipolate dall’utente. Contengono specifici metadati che permettono di evitare il rimescolamento dei formati attraverso cui si presentano i dati.
Un messaggio conserva le proprietà inbound per tutta la durata del flusso e quando si esce da quest’ultimo le proprietà inbound non lo seguono, dunque la loro esistenza termina.

Flusso & proprietà inbound

Le proprietà outbound possono mutare. Vengono impostate durante l’esecuzione del flusso e possono diventare inbound quando il messaggio passa da un endpoint outbound di un flusso a un endpoint inbound di un altro flusso. Contengono metadati che possono essere applicati dopo che il messaggio è entrato nel flusso. Possono essere impostate automaticamente da Mule o manualmente attraverso elementi di trasformazione presenti nel flusso. Se un messaggio viene passato a un altro flusso con un flow-ref piuttosto che attraverso un connettore, le proprietà outbound restano tali fino a quando non vengono convertite in proprietà inbound.

Le variabili sono metadati relativi al messaggio e definiti dall’utente; queste presentano tre ambiti:

  • a livello di flusso, ovvero che appartengono allo specifico flusso;
  • di sessione, ovvero che appartengono all’applicazione e possono attraversare i flussi;
  • di record, ovvero che appartengono ai record processati da un batch job.

Impostare e utilizzare proprietà e variabili

Ci sono tre elaboratori che impostano, copiano o rimuovono variabili e proprietà outbound relative a un messaggio che attraversa un flusso:

  • Property Transformer;
  • Variable Transformer;
  • Session Variable Transformer.

Il Property Transformer imposta, rimuove o copia proprietà appartenenti all’ambito outbound del messaggio. Quando il messaggio incontra un outbound endpoint, tutte le proprietà appartenenti all’ambito outbound vengono inviate con il messaggio come, per esempio, può accadere attraverso le intestazioni http relative a un outbound endpoint http.

Il Variable Transformer imposta o rimuove una variabile di flusso presente nel messaggio ed è fortemente legata al flusso corrente. Persiste nel flusso corrente e non può essere trasportata fuori dal flusso stesso.

Il Session Variable Transformer imposta o rimuove una variabile che è legata al messaggio corrente tanto che ha la sua stessa durata e dunque può attraversare i flussi, le applicazioni e persino i server se il trasporto supporta le sessioni.

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